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Gift card, dal sito di vendita alla dashboard

Dashboard B2C e B2B e siti di vendita consumer per il leader italiano di carte di credito e loyalty: circa 500.000 titolari assistiti.

Organizzazione
Epipoli S.p.A.
Ruolo
UX/UI Design Specialist
Settore
Credit card & loyalty
Ambito
Dashboard B2C + B2B, siti di vendita
Clienti finali
~500.000 titolari
Pagina Carte dell’area titolare MyGiftCard: schede per carte attive e scadute, un carosello con le carte del titolare, la prepagata Mastercard selezionata con un indicatore del saldo rispetto al limite di ricarica, un pulsante Ricarica, codice carta, PIN, dettagli carta e password 3DS nascosti dietro l’azione Mostra, e a destra gli ultimi movimenti con ricerca, filtro e un totale per ogni mese. Dati segnaposto.
L’area titolare: saldo rispetto al limite di ricarica, dati sensibili dietro un’azione esplicita, movimenti raggruppati per mese.

Il problema

Le dashboard di gestione mostravano tutto il dato disponibile e nulla di decisivo: i clienti aziendali non riuscivano a leggere le performance dei programmi loyalty senza assistenza commerciale.

Il mio ruolo

Ho progettato end-to-end tre prodotti collegati: la dashboard B2C dove i titolari attivano e gestiscono le carte, la dashboard B2B dove le aziende clienti seguono i loro programmi e i siti di vendita consumer come MyGiftCard, gerarchizzando i dati intorno alle decisioni reali. In parallelo ho introdotto metodologie di lavoro più snelle tra design, marketing ed engineering.

L’impatto

Meno ticket di assistenza e meno rilavorazioni sulle schermate dopo il rilascio. I clienti aziendali leggono le performance del proprio programma loyalty senza passare dal commerciale, e le call di onboarding si sono accorciate. I siti prodotto ridisegnati convertono più della versione precedente, e la libreria UI condivisa ha ridotto i tempi di lancio di una nuova campagna da settimane a giorni.

Dalla prima intervista al rilascio

  1. I due lati di un ticket

    Interviste con titolari di carte reali e con il customer care interno di Epipoli.

  2. Prima le tre domande

    Con il commerciale, le tre domande che ogni cliente aziendale fa davvero.

  3. Tre prodotti, una struttura

    Area titolari, dashboard aziendale e siti di vendita, mappati insieme.

  4. Flussi, schermate, una libreria

    Un compito per schermata e una libreria UI condivisa da B2C e B2B.

  5. Meno ticket, meno rilavorazioni

    Sono calati i ticket di assistenza e le rilavorazioni sulle schermate dopo il rilascio.

Ricerca: le persone ai due lati di un ticket

Ho intervistato titolari di carte reali, per vedere come attivano davvero una carta, controllano il credito e la ricaricano, e il customer care interno di Epipoli, che risponde quando uno di questi passaggi va storto. Sentire lo stesso percorso dai due lati ha mostrato quali momenti diventavano richieste di assistenza.

Sul lato aziende ho lavorato con il commerciale sulle domande che i clienti continuavano a fargli. Da lì è nato il brief dei tre prodotti: prima la risposta per cui le persone arrivano, e ogni passaggio che generava un ticket o sparisce o ha il suo aiuto al posto giusto, prima dell’errore.

Tre prodotti, una struttura

Ogni pubblico ha il suo prodotto e la sua navigazione, costruiti con gli stessi componenti: una modifica alla libreria arriva a tutti e tre.

Area titolariB2C · chi ha una carta
  • Attivazione
    • Codice carta
    • Documento d’identità
    • Carta attiva
  • Carte attive e scadute
    • Saldo e limite di ricarica
    • Dati della carta, dietro un’azione esplicita
    • Movimenti, per mese
Dashboard aziendaleB2B · aziende che distribuiscono carte
  • Wallet: credito e ogni ricarica
  • Carte, per sede
  • Ricariche: a mano o da template
  • Operatori
  • Notifiche
  • Assistenza
Siti di venditaMyGiftCard · MyGiftCard Business
  • Prima i servizi: attivare una carta, verificare il credito
  • Gift card dei grandi marchi, prezzo da
  • Business: la gamma è la navigazione
    • Carte prepagate, gift, multibrand e welfare
    • Attivazione e aiuto nella stessa barra

Una sola libreria UI condivisa dai tre prodotti: stessi componenti e stesso linguaggio visivo, flussi pensati per ogni pubblico.

Diagramma ridisegnato per questo case study

Attivazione carta: un compito per schermata

Il flusso che un titolare segue per attivare una MyGiftCard. Ogni passaggio chiede una cosa sola: il codice carta di 16 caratteri, poi il documento d’identità richiesto dalle norme antiriciclaggio, poi una conferma che porta subito alla carta invece di chiudere il percorso. L’aiuto sta accanto al campo che spiega, prima dell’errore, e quello che serve è elencato prima che il modulo cominci. Desktop e mobile usano gli stessi componenti.

  1. Passo 1

    Codice carta

    16 caratteri, con l’aiuto prima di qualsiasi errore.

  2. Passo 2

    Documento d’identità

    Perché serve e cosa preparare, prima del modulo.

  3. Passo 3

    Carta attiva

    Il percorso non finisce qui: un pulsante apre la carta.

  4. Passo 4

    La tua carta

    Saldo, ricarica e movimenti nella prima schermata.

Schermata Inserisci il tuo codice carta: un titolo, una riga su cosa succede dopo, un box di aiuto Non trovi il codice carta? che spiega il codice di 16 caratteri sul retro della carta con un link a maggiori informazioni, un solo campo Codice carta e il pulsante Prosegui, con un’illustrazione a destra.
Schermata di conferma Grazie!: registrazione completata e carta attivata, la domanda Vuoi visualizzare la tua carta e i tuoi dati? e il pulsante Inizia a usare la tua carta, con un’illustrazione a destra.
Schermata Completa la registrazione su mobile: un box di aiuto che spiega perché servono i dati d’identità secondo le norme antiriciclaggio, l’elenco di cosa serve, un documento d’identità valido e una fotocamera o le foto fronte e retro, e il pulsante Attiva carta a tutta larghezza.

Dashboard B2B: operazioni massive, senza sorprese

La dashboard con cui le aziende gestiscono le carte che distribuiscono: un wallet con il credito disponibile e ogni ricarica, l’elenco delle carte per sede con azioni sulle righe selezionate, e le ricariche massive inserite a mano o caricate da template. Ogni pagina si apre con una riga che dice a cosa serve, il totale da ricaricare resta in vista mentre lavori, e le carte che non si possono ricaricare restano in elenco, disattivate, così niente sparisce.

  1. Passo 1

    Wallet

    Si parte dal credito disponibile.

  2. Passo 2

    Carte per sede

    Si selezionano le righe su cui agire.

  3. Passo 3

    Ricarica

    A mano o da template, con il totale sempre in vista.

  4. Wireframe dello step di conferma: importo da ricaricare, numero di carte, saldo del wallet prima e dopo, carte non ricaricabili che restano nella lista, e un solo pulsante di conferma
    Passo 4

    Conferma

    Una sola conferma, poi il wallet mostra cosa è uscito.

    Ricostruzione schematica, non uno screenshot
Una navigazione laterale scura con Wallet, Carte, Ricariche, Operatori, Notifiche e Assistenza; la pagina Ricarica carte con il riepilogo dell’importo da ricaricare, 240 euro, e del numero di carte, 1, accanto al pulsante Esegui ricariche; schede per selezione manuale o caricamento da template; filtri per sede e per codice carta o nome; una tabella di carte con stato, codice carta, sede, destinatario e un campo importo, dove le carte che non si possono ricaricare sono in grigio. Dati segnaposto.
La pagina Wallet: credito disponibile e data dell’ultimo caricamento, un box che spiega come ricaricare il wallet tramite il commerciale di riferimento, filtri per periodo e tipo di ricarica, il pulsante Scarica elenco e le prime righe dello storico con data, tipo, totale e saldo. Dati segnaposto.
La pagina Carte: il sottotitolo elenca cosa puoi fare, vedere o scaricare l’elenco, bloccare o sbloccare le carte e associare una carta a una sede; filtri per sede, stato carta e codice, nome o ID; le azioni Scarica elenco e Modifica selezionate; una tabella con caselle di selezione, stato, codice carta, identificativo, destinatario e sede. Dati segnaposto.

Siti di vendita: prima i servizi, poi il negozio

I siti di vendita condividono il design system delle dashboard. Su MyGiftCard, il negozio consumer, i servizi per cui si torna, attivare una carta o verificare il credito, stanno sopra tutto il resto, e subito dopo vengono le gift card dei grandi marchi, ognuna con il prezzo di partenza e una sola azione di acquisto. Su MyGiftCard Business, il sito per le aziende, la navigazione è la gamma stessa, dalle carte prepagate alle welfare card, con attivazione e aiuto nella stessa barra.

Home del negozio consumer MyGiftCard: una barra di pulsanti di servizio, Attiva Epipoli Mastercard, Attiva gift card, Accedi a MyGiftCardPlus e Verifica il credito; ricerca, accesso e carrello; un hero per una gift card di marca da 50 euro; e una riga Le più vendute di gift card, ognuna con il prezzo di partenza e il pulsante Acquista.
La stessa home su mobile: i quattro pulsanti di servizio in una griglia due per due in alto, poi menu, ricerca, accesso e carrello, l’hero e le più vendute.
Home di MyGiftCard Business: logo, un pulsante Login or Register e il carrello; una barra di navigazione con Prepaid cards, Gift card, Multibrand Gift Card, Welfare Card, How do I activate the gift cards? e Help and contacts; il titolo Our innovative products for your business sopra la foto di un uomo che tiene una carta.

Alternative a confronto: tutti i dati, o prima le tre domande

Come doveva aprirsi la dashboard aziendale, deciso con il commerciale e il cliente.

A · Scartata

Tutti i dati disponibili

Wireframe di una dashboard con dodici dati dello stesso peso, tre grafici della stessa dimensione e una lunga tabella
Ricostruzione schematica delle vecchie dashboard, non uno screenshot

Come funzionavano le vecchie dashboard.

  • Completa, ma niente di decisivo
  • I clienti avevano bisogno del commerciale per leggere il proprio programma
B · Scelta

Prima le tre domande

Ogni vista si apre su quello che i clienti chiedono davvero; il resto passa in secondo piano.

  • Dato principale, andamento, dettaglio: lo stesso ordine in ogni vista
  • Ogni pagina si apre con una riga che dice a cosa serve
Perché B

I clienti aziendali leggono le performance del proprio programma senza passare dal commerciale, e le call di onboarding si sono accorciate.

Alternative di design confrontate con il cliente e il commerciale, non un test con utenti

Decisioni chiave

  • Partire dalle domande, non dai dati.

    Ho definito con il commerciale le tre domande che ogni cliente fa davvero, e la dashboard è stata costruita per rispondere a quelle; il resto è passato in secondo piano.

  • Una gerarchia sola, ripetuta.

    Stesso schema in tutte le viste (indicatore, andamento, dettaglio): così chi impara una schermata ha imparato tutte le altre.

  • Un design system solo, due esperienze distinte.

    B2C e B2B condividono componenti e linguaggio visivo, ma i percorsi sono progettati sul target: sui siti consumer conta la scelta rapida del prodotto, sulle piattaforme aziendali il controllo e la lettura dei dati.

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