Un’esperienza di streaming su ogni schermo
Consulenza UX e iOS: oltre 600.000 utenti, mobile, smart TV e desktop su un unico linguaggio.
Il problema
L’app mobile esistente non teneva il passo con il catalogo e ogni piattaforma (mobile, smart TV, desktop) si comportava in modo diverso, con un costo alto sia per gli utenti sia per il team.
Il mio ruolo
Con il design team interno ho lavorato sul redesign dell’app e sull’allineamento dell’esperienza su tutti i device supportati, partendo dalle metriche esistenti come punto zero condiviso.
L’impatto
App rilasciata in quattro paesi europei e oltre 600.000 utenti, con lo stesso modello di navigazione su iOS, Android, smart TV e desktop: un solo set di pattern invece di quattro prodotti diversi. Sulla scia dei numeri della piattaforma, Chili TV ha chiuso accordi sui contenuti con Warner Bros, Hulu e altri.
Una sola struttura dal telefono al tablet
La home su iPad usa la stessa gerarchia del telefono: un hero per il titolo del momento con una sola azione, poi righe orizzontali nominate per quello che vuoi fare, prime visioni o novità a noleggio, e il badge della qualità stampato sul poster invece che nel titolo. Il tablet mostra più locandine per riga; ordine, nomi e azioni restano gli stessi.

Alternative a confronto: tre app, o un solo modello
Come doveva funzionare l’esperienza tra telefono, tablet, smart TV e desktop.
Tre app che si somigliano

Ogni piattaforma pensata da sola, intorno al proprio input.
- Ogni team ottimizza il proprio dispositivo
- Le persone reimparano il catalogo su ogni schermo, e i prodotti da mantenere sono quattro
Un solo modello di navigazione, tre tipi di input

Una sola struttura adattata a touch, telecomando e mouse: cambia il gesto, non dove stanno le cose.
- Un solo insieme di schemi invece di quattro prodotti
- Righe chiamate per intenzione, nello stesso ordine su ogni dispositivo
L’app è uscita in quattro paesi europei con oltre 600.000 utenti, con un solo modello di navigazione su iOS, Android, smart TV e desktop.
Decisioni chiave
Un modello di navigazione, tre input diversi.
Invece di tre app che si somigliano, una struttura sola declinata su touch, telecomando e mouse: cambia il gesto, non il posto dove si trovano le cose.
Il catalogo prima dell’effetto.
La priorità è stata far trovare qualcosa da guardare in pochi secondi; le animazioni sono arrivate dopo, solo dove aiutavano a capire dove ci si trova.
Vincoli tecnici sul tavolo dal primo giorno.
Da sviluppatore iOS sapevo cosa la smart TV non avrebbe sostenuto: le soluzioni non fattibili sono state scartate in fase di design, non in fase di build.